Homo Botanicus

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Tipologia

Gazoldo degli Ippoliti

Citta

Museo d`Arte Moderna dell'Alto mantovano

Luogo

via Marconi 126 - presso Villa Ippoliti

Indirizzo

26/09/2026 - 29/11/2026

Data inizio - fine

Descrizione

XIII Biennale d’Arte del MAM

Homo Botanicus

A cura di Paola Artoni e Paolo Bertelli

La tredicesima edizione della Biennale d’Arte del MAM Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti conferma la sua rilevanza con un profilo internazionale e importanti collaborazioni. La rassegna apre i battenti sabato 26 settembre alle ore 18 e prosegue sino al 29 novembre nel segno di “Homo Botanicus”, il tema scelto dai curatori Paola Artoni, direttrice del MAM, e Paolo Bertelli, membro del comitato scientifico dell’Aromas Itinerarium Salutis. La Biennale è realizzata con il contributo di Regione Lombardia e gode dei patrocini di Aromas Itinerarium Salutis, l'Itinerario Europeo delle Farmacie Storiche e Giardini Medicinali Certificato "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" dal 2024 (https://aromassalutis.eu), e della Fondazione d'Arco di Mantova. L’iniziativa vede la collaborazione della Associazione Postumia e del Liceo Artistico "Giulio Romano" di Mantova e "Alessandro Dal Prato" di Guidizzolo. Come scrivono i curatori: "L'arte contemporanea si interroga sulla natura come stato dell'individuo, come connessione con la vita, ma anche come "luogo" dove la tutela della natura implica la cura dei diritti umani".

“Homo Botanicus” è stato il soggetto della settima edizione dei “Simposi internazionali d’arte contemporanea” della Kunstkammer di Grazie e lo scorso maggio nell’antico Palazzo Sarto si è discusso e lavorato sul focus sulle relazioni tra umano e naturale. I protagonisti di questo viaggio europeo sono stati Eli Acheson-Elmassry (Regno Unito), Peter Assmann (Austria), Elena Caterina Doria (Italia), Armida Gandini (Italia), Katharina Moser (Austria), Mariana

Nikolai Pacheva (Bulgaria/ Austria). Con loro la settima artista: la fotografa Marina Tomasi, autrice del reportage. A loro il compito di riflettere sul mondo vegetale, dando vita a un giardino, o (perché no?) a una foresta, nel contesto delle realtà urbane, creando un nuovo ecosistema tra materia e simboli. Ma non solo: l’arte diventa il tramite per dare un profondo significato alla nostra relazione con tutti gli esseri viventi, nella costruzione di una nuova etica che, proteggendo la natura, tutela gli esseri umani e i loro diritti. Le opere che sono state realizzate nel corso del Simposio costituiscono l’ossatura sostanziale della Biennale d’Arte ma, per volere della direttrice del MAM che ha dedicato le mostre del 2026 alla natura, ai diritti umani e alle nuove generazioni, queste opere sono ulteriormente “germogliate” per aprirsi a un gruppo di giovani artisti under 35. Ecco quindi che gli stessi protagonisti del simposio hanno individuato nel lavoro di Walentina Katja Ammann, Marta Goglio, Ruth Größwang, Marco Manzolini, Leo Neuhauser, Olmo, Severin Standhartinger, Lyu Xiaokai linguaggi originali e contemporanei per parlare di natura e diritti. La Biennale quindi vedrà esposte nella Sala della Musica del MAM sia le opere del Simposio sia quelle dei giovani artisti, in un arricchimento reciproco che si amplifica e apre a un dialogo intergenerazionale su temi che chiamano tutti in causa, nessuno escluso.

La Biennale sarà documentata da un catalogo bilingue italiano e inglese, con le foto di Marina Tomasi e la grafica di Elena Caterina Doria. La presentazione del volume è prevista nel mese di ottobre.


INFO:
Apertura a ingresso libero

Lunedì dalle 10 alle 13;
Martedì dalle 10 alle 17;
Mercoledì dalle 10 alle 13;
Giovedì dalle 15 alle 18;
Venerdì dalle 10 alle 13;
Sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18;
Domenica dalle 15 alle 18

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