A 100 anni dalla nascita dei due più colossali innovatori del jazz “postbop”, ci si può utilmente chiedere quali porte siano state aperte, quali direzioni indicate, quali teologie formali superate dalle loro
visionarie e irrequiete vicende artistiche.
Due vite-laboratorio, vissute in costante fuga da quanto di sublime appena acquisito. Un destino che accomuna anche altri mappatori degli umori cangianti dell’occidente allargato: Picasso, Kubrick, Dylan, Hendrix.
Scappare con fragore dalle prigioni d’oro appena costruite portandosi dietro solamente la propria anima: l’artista nelle velocità del Novecento non può essere conservatore, neppure di se stesso.
L’edizione 2026 di Mantova jazz vuole mappare le rotte di alcuni dei navigatori che vedono in Davis e Coltrane non canoni da imitare calligraficamente ma metodi vivi da praticare, ognuno nel proprio pezzo di mare.
Fonte e Info:
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