Tipologia: Chiesa
Chiesa parrocchiale; festa 1 novembre.
La chiesa è il frutto di una profonda trasformazione operata dai monaci benedettini tra il 1752 ed il 1755. Ognissanti, dalla metà del XII secolo, prima come ospizio e poi come chiesa con cnvento è sempre stata del monastero di San Benedetto in Polirone, fino alla soppressione nel 1797 e parrochhia almeno dal XV sec.
Nella cosiddetta Cappella dei Morti, nella parte inferiore del campanile ed in alcuni ambienti della canonica, tracce della fase romanica si possono ancora riconoscere insieme a frammenti di affreschi trecenteschi. Nella stessa cappella, cui si accede da un corridoio che si apre a destra, prima del presbiterio, si può anche ammirare il dipinto di Nicolò da Verona (1463) raffigurante La Madonna Incoronata col Bambino fra San Benedetto e San Giovanni Battista che Presentano i Due Committenti.
La chiesa settecentesca, con facciata appena ricurva, a doppio ordine con due corpi più bassi ai due lati ed alto frontone curvilineo, all`interno si svolge longitudinalmente a navata unica, senza cupola. L`articolazione delle pareti laterali fa sì che alle parti rientranti delgi altari (due per parete) si altrenino parti piene, che permettevano la counicazione tra gli altari stessi. La grande pala di ariosa concezione spaziale, ammirabile alla parete absidale del presbiterio, raffigura San Benedetto e Santa Scolastica Circondati da Santi ed Angeli e spetta ad Ippolito Andreasi (inizio del XVI sec.). Allo stesso è ascritta la pala del primo altare di sinistra con La Presentazione del Battista, mentre è di Giuseppe Bazzani la tela sul secondo altare, sempre di sinistra, che raffigura la Madonna col Bambino e Sant`Anna. Sull`altare di fronte a quest`ultimo è conservato un piccolo affresco col la Madonna col Bambino e San Sebastiano, qui traslato nel 1803, dopo la distruzione dell`oratorio dell`Argine. A Giovanni Cadioli, responsabile della decorazione delle specchiature incorniciate da stucchi in navata e nel presbiterio, va riferito il quadro, datato ante 1760, del primo altare di destra: San Mauro che Guarisce gli Infermi, che nella figura del santo ripropone una memoria benedettina.
"Arte Fede e Storia - le Chiese di Mantova e provincia" 2004
Secondo alcuni storici la fondazione della chiesa è da attribuire a Matilde di Canossa e risalirebbe all`anno 1080 circa. Grazie a una donazione della Contessa l`istituzione passerà successivamente alle dipendenze del Monastero di S. Bene¬detto in Polirone. Tale passaggio è testimoniato in un documento del 1650, che descrive i beni di proprietà del Monastero, tra i quali compare a Mantova "formalità dì Monastero con claustro, cortile refettorio e Chiesa nella quale è la parrocchia di Ogni Santo, qual luogo serve per ospitio". Questa interpretazione è in disaccordo con quella che sostiene che la donazione venne fatta non da Matilde ma da Padre Adriano IV nel 1159.
Nella chiesa saranno sempre presenti i monaci benedettini dal XII secolo sino al 1797, anno in cui Napoleone Bonaparte decide la soppressione di tutti i monasteri e loro dipendenze.
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