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Rock per "Sparafucile"

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 08 luglio 2020


Tra le molte promozioni dell' Ept non poteva mancare quella dell' Ostello per la Gioventù: d' accordo con l’ assessorato alla Cultura del Comune, l’ Ente ha promosso una «tre giorni rock» per i giovani mantovani e gli ospiti. L' iniziativa, di certo coraggiosa, ha dato lo spunto a Carlo Buttasi, collaboratore dell' Ept, per stendere questa simpatica nota che segue.

«No caro signore, lei se lo scorda di arrivare a Verona questa sera! La Renault me la lascia, si fa una bella dormita e ci si vede domani a mezzogiorno » . Barend van Hensden, olandese, 28 anni, ricercatore all' Università di Groningen conosceva abbastanza bene l' italiano da capire che avrebbe fatto bene a cercarsi un posto per la notte. Soltanto lo indisponeva mettersi alla ricerca di un letto verso le 7 di sera in una città che per lui era totalmente sconosciuta come Mantova. Quando gli indicarono l' Ostello della Gioventù storse un po’ il naso perchè preferiva le piccole pensioni tranquille e poi, per essere onesti, non aveva mai avuto esaltanti esperienze con questo genere di alloggi. «Ma - disse fra sè - per una notte non muore nessuno» e si avviò verso l' Ostello di Sparafucile. Mezz' ora dopo l' irritazione che lo aveva colto cominciò a sfaldarsi di fronte ai piatti che, uno dopo l'altro, venivano sfornati dalla squisita cucina di Tellini. Quel mezzo litro di vino rosso che aveva condito le abbondanti razioni di risotto alla pilota e di luccio in salsa aveva sciolto come d' incanto tutto il suo malumore lasciando spazio ad una specie di rilassata euforia. E poi il letto e le stanze! «Ma questo non è un Ostello, è un Castello» si disse Barend guardandosi attorno quasi ad attendere l' improvviso emergere della castellana o di una sua damigella. Beh, forse si stava lasciando prendere la mano dall'immaginazione. Ma quando la porta si aprì per lasciare entrare una signora che gli restituiva il passaporto, egli fu allietato dal suo tono allegro... e dall'offerta di una buona grappa. È inutile dire che quella fu la prima, ma non l' ultima notte che il nostro amico olandese trascorse all' Ostello della Gioventù di Mantova: vuoi il fascino della nostra città, vuoi il Festival Rock che allietava le sue serate, piano piano le previste tappe sparirono dal calendario di viaggio. Forse piccole storie come queste spiegano perchè, senza milioni di pubblicità, per una specie di passa parola, lentamente ma continuamente, ogni anno l'Ostello di Sparafucile vede aumentare il numero dei suoi ospiti. E quando, il 15 ottobre esso chiuderà, fino alla riapertura della prossima primavera, lo farà con un bilancio positivo. Questo bilancio incoraggia i gestori e gli enti responsabili a pensare a nuove iniziative anche per gli anni venturi . Si tratta infatti di valorizzare un servizio che, pur avendo ben pochi rivali in Italia quanto a qualità, non è ancora conosciuto come merita. Il Festival Rock è stato un primo esperimento per convogliare l’ attenzione di giovani mantovani e non solo mantovani verso Sparafucile e ha inteso suggerire le possibilità di future iniziative analoghe le quali potranno avvalersi dell' invidiabile situazione logistica dell' Ostello e delle sue infrastrutture. Basti pensare agli ampi spazi limitrofi che possono ospitare un grande numero di giovani per concerti e spettacoli di ogni genere. Poichè questo esperimento è stato confortato dal successo è auspicabile che iniziative di questo genere si moltiplichino nel futuro. Infatti non solo esse permetteranno di far conoscere l' Ostello a molti suoi potenziali futuri ospiti, ma consentiranno anche ai giovani mantovani ed ai cittadini tutti di godere di una struttura non ancora utilizzata al pieno delle sue possibilità. In questa ottica si inseriscono anche gli studi circa l' opportunità di costruire entro l' area circostante l' Ostello una piscina aperta non solo ai suoi ospiti, ma anche ai mantovani .

di CARLO BUTTASI



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