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L' Ager Mantuanus

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2017


Chiude in questi giorni la mostra sulla centuriazione allestita per tutto il mese di marzo al Palazzo della Ragione. Franco Negrini, insegnante e studioso mantovano, illustra strutture e significato di questa rassegna storico-didattica.

Ed ecco Mantova romana! Dopo le manifestazioni, ancora vive alla memoria dei Mantovani, del Bimillenario Virgiliano, un ritorno al tempo del grande poeta latino per conoscere sempre meglio la nostra storia, per capire la nostra civiltà che non può evitare di cercare le origini della propria identità nel processo della romanizzazione politica e culturale della Cisalpina. Il Palazzo della Ragione ha ospitato di recente un 'interessante mostra che ha visto Mantova ed il suo territorio oggetto di uno studio destinato a visualizzare un aspetto del tutto nuovo. Il tema della mostra «Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano, il caso mantovano» si è articolato in varie sezioni che illustravano al visitatore la problematica generale della centuriazione e le metodologie seguite nello studio dei territori centuriati e l'esame di un particolare caso: l' «ager mantuanus». Le sezioni erano riconducibili entro il seguente schema per lo specifico del Mantovano. a) Il contesto geomorfologico; b) Il popolamento preromano: il V secolo a.C., i Celti; c) La colonizzazione della Cisalpina; d) L 'agro mantovano; e) L 'area centuriata; f) Il cippo di Piazza Sordello; g) Le assegnazioni ai veterani; h) Riflessi della confisca dei terreni; i) Area campione: il Viadanese; m) L 'antica Diocesi di Mantova; n) Aspetti del paesaggio: cappellette, strade, canali,disboscamento, arginature, attrezzi agricoli, ceramica per l'edilizia e l'uso domestico, l'apicoltura; o) l 'iconografia e la tradizione virgiliana. Gli argomenti che ruotano attorno al tema centrale vogliono offrire al visitatore uno spaccato della vita e del paesaggio mantovano in epoca romana con particolari riferimenti al permanere di attività economiche e di aspetti geografici. Il tema conduttore è la centuriazione: quella particolare divisione agraria effettuata dai Romani anche nella campagna mantovana, dando così l'avvio ad una trasformazione fondiaria ed economica del territorio, le cui testimonianze morfologiche sono giunte sino a noi. Le campagne militari di Cesare e gli avvenimenti che seguirono alla morte del grande stratega romano furono le cause che videro i «veteres coloni», tra cui il padre di Virgilio, costretti ad abbandonare le antiche proprietà al «barbarus miles» che diventerà il nuovo padrone. Lo studio dell 'importante operazione agraria ha permesso di ricostruire, per gran parte, la precisa griglia degli agrimensori romani, di riconoscere strade ancora aperte al traffico, tracciati campestri percorsi dai moderni carri agricoli, fossi e canali di irrigazione: vale a dire quegli elementi che fecero del Mantovano un geometrico disegno, dove trovò posto una nuova società. Iniziava l' opera di romanizzazione ed anche il complesso itinerario attraverso il quale l' «ager mantuanus» ha assunto, nel lento scorrere del tempo, la propria attuale conformazione. La mostra ha offerto novità assolute per il materiale esposto, soprattutto perchè si tratta di oggetti inediti, mai presentati prima a Mantova o altrove ad eccezione dei frammenti marmorei custoditi in Palazzo Ducale. Vale la pena di elencare alcuni dei reperti archeologici quali la testina isiaca, il presunto ritratto di Virgilio, le terrecotte etrusche e romane, le armi di ferro e di bronzo, gli attrezzi da lavoro, i corredi tombali, le artistiche lucerne e gli affascinanti piccoli vasi di vetro. L 'esposizione di così importante materiale romano rinvenuto a Mantova e nel suo territorio, a partire dagli scavi occasionali effettuati nella seconda metà del secolo scorso, (si pensi ai ritrovamenti del Forcello e della Corte Zaita di Bagnolo S. Vito, della Garolda di Roncoferraro, di Bancole di Porto Mantovano e del Viadanese), sarà una valida occasione per accertare 1 'importanza del patrimonio storico-artistico posseduto dalla nostra città e chedovrebbe essere permanentemente esposto nel promesso Museo Archeologico di Mantova e precisamente nell' edificio dell' exmercato della frutta in Piazza Castello. La mostra è dunque stata uno strumento a disposizione non solo degli studenti e degli studiosi dello specifico ma di tutti i cittadini e didatticamente aperto: capace di stimolare ulteriori approfondimenti e ricerche.

FRANCO NEGRINI



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