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In Barca è Bello

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2014


Prendendo spunto da un 'intervista realizzata con il capitano Augusto Negrini, membro di un'antica famiglia mantovana di naviganti fluviali, Giuseppe Zecchini, funzionario dell' Amministrazione provinciale, affronta un aspetto importante dell'offerta turistica locale: il turismo fluviale. Ecco un primo bilancio del servizio di navigazione turistica sui nostri corsi d'acqua.

Quando si parla di offerta turistica, si fa riferimento ad un quadro complessivo di beni e servizi che una località è in grado di esprimere unitamente all'ospitalità che rende il turismo un 'industria insolita, molto più vicina al sociale degli altri settori del terziario economico . Mantova senza dubbio si presenta al turista italiano e straniero come una provincia cordiale, con uno spiccato senso dell' ospitalità, un eccellente patrimonio artistico e monumentale e una discreta fornitura di servizi; per quanto riguarda quest'ultima voce, certo non siamo a livelli competitivi così come è evidente la nostra impreparazione ad organizzare la domanda di turismo «alternativo», quello più legato all'ambiente, al territorio. Già di per sè, infatti, questo comparto della «domanda» si presenta labile, indefinito, difficilmente programmabile qui come altrove: l'esempio dell' agriturismo, in altre regioni un'attività molto fiorente, ci evidenzia come il processo di sviluppo di queste nuove forme di vacanza sia lento, spesso casuale; solo dopo anni esse vengono considerate come dei settori non più trascurabili dell' offerta turistica. Nella fattispecie, anche Mantova comincia a muovere i primi passi per la costituzione di Imprese agrituristiche nell' Alto Mantovano, ma siamo ancora lontani da un 'efficiente operatività in questo settore. Lo stesso discorso vale per il turismo all'aria aperta (abbiamo un solo campeggio funzionante, quello annesso all'ostello di Sparafucile!) e per il cosiddetto turismo domestico, quello dei fine-settimana, un turismo di piccolo cabotaggio fatto più che altro da pescatori e gitanti, in continuo incremento ma ancora abbandonato a se stesso. Questo comparto turistico fa più che altro riferimento al territorio e all'ambiente (e per il quale si sta pensando di creare apposite figure professionali); queste forme atipiche di soggiorno e di visita non sono facili da gestire; la nostra provincia non sfugge a queste difficoltà organizzative, spesso anche per carenze finanziarie: fornire un servizio continuato e qualificato comporta dei costi elevati e non sempre gli enti pubblici e i privati hanno la capacità di accollarsene l'onere. Il turismo fluviale, di cui ci occupiamo in queste pagine, è anch' esso interessato a queste considerazioni, con un vantaggio rispetto agli altri settori menzionati: un' esperienza seppur pionieristica di ben dieci anni di attività. «Una gita in battello sul fiume virgiliano» evoca senza dubbio un 'immagine suggestiva ed è perciò comprensibile che l'interesse per questo servizio turistico aumenti di anno in anno: italiani e stranieri subiscono il fascino di questa proposta ed hanno notevoli aspettative in tale senso. Ciò però non è sufficiente per attendersi buoni risultati in futuro: anzi, a fronte di una domanda sempre crescente, s'impone una precisa volontà di «attrezzare» sempre più e sempre meglio questo servizio. Su questi argomenti abbiamo sentito il parere di Augusto Negrini, capitano fluviale, membro di un'antica famiglia mantovana di marinai d'acqua dolce (il padre cominciò l'attività nel 1920 e prima ancora il nonno, il bisnonno...), che a tutti gli effetti è stato il pioniere del turismo fluviale nella nostra provincia.
Cominciamo dalla stagione 1983:com 'è andata l'estate turistica sotto il profilo delle presenze ?
Il servizio svolto con la motonave «Andes» nella nostra provincia è stato fruito da oltre ottomila turisti, quasi tutti italiani. Si è trattato più che altro di gruppi organizzati, scuole, club, associazioni, provenienti dalle regioni limitrofe, soprattutto dalle province di Torino, Milano, Verona, Vicenza, ecc. Un discreto lavoro è stato svolto anche dalla motonave «Sebastiano N.». Ciò che lascia perplessi è il dato pressoché irrilevante riguardante gli stranieri: evidentemente per coinvolgere questa fetta di turismo c'è la necessità di realizzare una promozione più puntuale e capillare, specie presso ristoratori ed albergatori se non addirittura alla fonte, cioè all'estero (prima della partenza per il soggiorno) e magari sul Garda. Nel mese di settembre abbiamo sperimentato un servizio pomeridiano di due ore a prezzi interessanti ma il risultato non è stato esaltante.
C'è qualcosa di particolare che gli enti pubblici potrebbero fare per incentivare e migliorare il turismo fluviale ?
Per quanto riguarda la promozione si deve cercare una più stretta collaborazione con gli operatori turistici pubblici e privati mantovani, in modo particolare con l'Ept. Sul piano operativo, invece, la carenza più grossa riguarda gli attracchi: manca un pontile funzionale a San Benedetto Po, la zona di maggior traffico, così come manca del tutto a Borgoforte. A Revere si usa l'attracco che la Canottieri locale mette a disposizione, però si tratta di un pontile privato. Bisognerebbe veramente intervenire in questo senso in quanto la mancanza di attrezzature idonee va a scapito prima di tutto del passeggero, in molti casi un bambino, un anziano, un handicappato. Problemi di navigabilità?
Nessuno in particolare. Ci lasciano perplessi però gli sviluppi futuri circa l'utilizzo dei nostri corsi d'acqua. Quando entrerà in funzione la conca di San Leone (Governolo), verrà utilizzato solo il Canalbianco col rischio che chiudano la paratia di Valdaro (Formigosa) e che venga escluso il Mincio dal traffico turistico. Di conseguenza non si potrebbe più arrivare al lago Inferiore e quindi in città. Mi auguro che questo non avvenga.
Avete in cantiere un progetto di potenziamento del ' attività turistica ?
Si, abbiamo in cantiere... un battello che sarà pronto tra poco. Si chiamerà «Andes 2», avrà centoottanta posti, sarà moderno e funzionale, con tutti i comfort (aria condizionata, self service a bordo, ecc.). Con questo vorremmo realizzare un nuovo servizio sull'alto Mincio, da aprile a ottobre: da Belfiore (lago Superiore) a Rivalta con sosta alle Grazie, due giri al giorno, accompagnamento di una guida turistica plurilingue, con possibilità di fare la coincidenza con la «Andes» che arriva da San Benedetto Po. Il turista potrebbe così percorrere il Po, il basso Mincio fino al lago di Mezzo; quindi, attraverso il sottopassaggio del ponte dei Mulini, i passeggeri avrebbero la possibilità di imbarcarsi sulla «Andes 2» per navigare l'alto Mincio, vedere la fioritura del loto, ecc.
Nel 1984 dunque la Mantova turistica fluviale sarà servita in modo completo ?
Mi auguro di sì, però vi sono alcuni intoppi di natura amministrativa in sede locale. Superati questi, c'è l 'ultimo scoglio, l' assessorato all' Ecologia della Regione che ha sollevato alcune perplessità a causa della legge regionale n. 33 del 17/7/1977 che tutela il biotopo «Valli del Mincio». Sono però sicuro che una volta sistemata la questione in sede locale, si potrà chiarire in Regione l'assoluta correttezza dell'operazione proposta: le caratteristiche tecniche del battello (di grande modernità), la rotta che andrà concordata con i pescatori e gli esperti naturalisti. Queste ed altre attenzioni sono a mio avviso una garanzia sufficiente.
Se gli ostacoli non verranno superati, che prospettive di utilizzo avrà la «Andes 2»?
Andrebbe a lavorare nel tratto di Po tra Cremona e Piacenza dove è già stata richiesta dagli operatori locali per realizzare suggestivi itinerari turistici, i «percorsi verdiani».

GIUSEPPE ZECCHINI



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