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Decolla l' Agriturismo

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2020


L' Alto Mantovano ha tutte le carte in regola per favorire esperienze agrituristiche. L'ambiente naturale, le attrattive storico-culturali, la vicinanza al lago di Garda sono alcuni elementi di indubbia validità. Qualcosa si sta muovendo. Ce ne parla Giuseppe Zecchini, sindaco di Ponti sul Mincio e funzionario dell' Amministrazione provinciale, che sta seguendo da vicino il «decollo».

Già dallo scorso anno, un primo studio di fattibilità e una serie di incontri fra l'Ente provinciale per il turismo e gli assessorati provinciali al Turismo e all' Agricoltura avevano evidenziato la vocazione agrituristica della nostra provincia e il conseguente interesse di enti, associazioni di categoria ed esperti del settore ad operare con iniziative articolate e finalizzate. Nel corso di un incontro tenutosi il 24 maggio presso la sede dell' EPT , il presidente dell'ente, avv. Sergio Genovesi, e l'assessore provinciale al Turismo, dott. Giovanni Rossi, hanno illustrato il lavoro preparatorio svolto sino ad ora nel settore. I risultati, o meglio le indicazioni dell' indagine esplorativa affidata a due tecnici, sono contenuti in una relazione preliminare che individua, in via prioritaria ma non assoluta, nell' Alto Mantovano l'area preferenziale per la creazione di aziende agrituristiche pilota. Se l' opportunità di definire una zona privilegiata di intervento è dovuta anche alla necessità di concentrare in alcuni progetti specifici e concretamente operativi sia le esperienze tecniche e umane a disposizione di enti e associazioni che le risorse finanziarie reperibili, la scelta dell' Alto Mantovano si propone quasi naturalmente come primo campo di prova dell'esperienza agrituristica nella nostra provincia. La sua vocazione è garantita da un ambiente naturale unico nel Mantovano per le sue multiformi caratteristiche territoriali e agricole, fino ad oggi tutelate da un intervento antropico attento anche a salvaguardare il delicato equilibrio esistente fra ambiente naturale ed esigenze produttive. Altri elementi concorrono poi a individuare in questa zona le possibilità di una proposta agrituristica che sappia mediare l'offerta naturalistico-ambientale con contenuti storico-culturali complementari e integrabili. Evidente è la ricchezza di un ideale itinerario culturale che conduca il fruitore dalla scoperta dei primi insediamenti umani, attraverso l'età dei comuni e il dominio gonzaghesco, fino all'epopea del Risorgimento. Il tutto in un ambiente di particolare pregio ambientale, dotato di infrastrutture funzionali, contraddistinto dal privilegio della vicinanza del bacino gardesano e dalla collocazione intermedia fra due importanti poli d'attrazione turistica come Mantova e Verona. Si tratta, ora, di organizzare questo significativo potenziale agrituristico in una offerta di «itinerari verdi» che sintetizzino in proposte compiute, allettanti e praticabili tutte le risorse della zona. Per questo è opportuno giungere al più presto alla istituzione di un gruppo di lavoro, con compiti tecnico-operativi, che unisca funzionari degli enti pubblici, rappresentanti degli agricoltori ed esperti in problemi agrituristici, al fine di gestire in modo positivo questa prima, delicata fase di una attività per molti versi nuova e che ha, in Lombardia, poche esperienze già sperimentate. Gli interventi degli operatori e dei rappresentanti delle associazioni di categoria sono serviti a portare chiarezza di analisi e concretezza di contributi. La validità e la necessità dell'istituzione di un gruppo di lavoro tecnico-operativo è stata ribadita dagli intervenuti che hanno offerto tutti la propria disponibilità e quella dell'associazione. Ma interessanti in un 'ottica più complessiva sono parse anche alcune analisi su come può essere interpretato e proposto l'agriturismo nella nostra provincia. Non certo a immagine e somiglianza di altre realtà già affermate e consolidatesi in specifici e peculiari contenuti di offerta: ad ogni zona una propria identità, quindi una propria proposta agrituristica. Se nel Trentino l'esperienza vive grazie all'attrattiva delle Alpi, se nel centro¬sud la vicinanza della costa offre occasioni ricche di spunti spesso esclusivamente turistici, occorre nel Mantovano puntare su momenti agrituristici più genuini, cogliendo e sfruttando appieno ogni opportunità offerta dal territorio e dalla sua collocazione, senza tuttavia sacrificare la filosofia che sta alla base e che garantisce la dignità dell 'autentico ad ogni corretta esperienza agrituristica. Se vista e ricondotta alla sua originaria funzione di integratore e mediatore delle necessità indotte da un ambito socio-economico iper¬industrializzato e iper-urbanizzato, con gli stimoli che ancora può restituirci un ambiente naturalisticamente positivo, l' esperienza agrituristica si può configurare veramente come alternativa alle forme del turismo tradizionale. Certo con esse non competiti va (nemmeno vuole esserlo), integrativa e complementare, si. In questo caso, anche l'aspetto della redditività dell' impresa agrituristica va collocato nella sua giusta dimensione: non reddito da impresa commerciale, o occasionale o comunque extra-agricolo, ma legato e non scindibile dall' attività e dal reddito stesso dell'azienda agricola. E così pure gli obblighi fiscali, tuttora indefiniti nonostante le sollecitazioni delle tre organizzazioni operanti nel settore, vanno riconsiderati quanto meno esplicitamente individuando i confini «tra agriturismo inteso come attività integrativa rispetto alla attività agricola, e agriturismo inteso come iniziativa ricettiva autonoma (in quanto di rilevanti dimensioni), pur affiancata ad una impresa agricola» (da «Agriturist» - Speciale legislazione). Le necessarie chiarificazioni legislative sono state auspicate da tutte le associazioni di categoria, che hanno individuato, nella legge-quadro in corso di definizione, lo strumento indispensabile per garantire sicurezza e tranquillità all' imprenditore agrituristico.

di GIUSEPPE ZECCHINI



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