
Mantova e Vicenza hanno ospitato un convegno internazionale su Giulio Romano con la partecipazione di illustri storici dell'arte. Stefano Scansani, redattore della «Gazzetta di Mantova», ha seguito i lavori dai quali sono scaturite due importanti proposte: l'allestimento di una grande mostra e la creazione, sempre nella nostra città, di un Centro mondiale di studi sul Manierismo e Giulio Romano.
Giulio Romano, l'architetto dell'invenzione, l'artefice di un nuovo linguaggio che affonda le radici nelle regole e nelle consuetudini classiche, ma che ne rivisita i valori e i contenuti. . . Giulio Romano, pietra miliare del Manierismo, allievo di Raffaello, figlio di un secolo di rinascita, coraggioso manipolatore delle strutture, grande ingegnere con il pallino dell'economia. Giulio Romano, architetto, pittore e urbanista, trasformatore della Mantova ducale della prima metà del '500... Senza esitazioni tutti i partecipanti al convegno mondiale sull'artista di corte, tenutosi a Mantova e Vicenza dal 25 agosto al2 settembre, hanno «rigiudicato, riletto e di nuovo indagato» su questo personaggio che la storia dell'arte per secoli ha dipinto con tonalità rabbuiate e sottilmente critiche. I grandi nomi del firmamento della critica d'arte internazionale, tra lezioni e visite guidate, hanno cercato di intendere appieno il linguaggio giuliesco e le sue molteplici ramificazioni, influenze e «intenzioni» . «Mantova è la capitale del Manierismo, come lo è stata del Rinascimento - ha detto Ernst Gombrich, uno studioso i cui scritti fanno testo nelle scuole medie, come nelle università, presente a Mantova in occasione del seminario di studi -; questa città è stata da sempre un crogiolo di fermenti, grazie al costume della corte e alla personalità degli artisti che l'hanno servita. «Proprio Giulio Romano - ha osservato Gombrich - grazie a una intesa di gusti con lo stesso duca Federico II, ha tagliato il nastro inaugurale di un nuovo discorso architettonico, in contrasto evidente con le regole classiche. Palazzo Te ne è il paradigma». Proprio palazzo Te è stata la sede splendida dei quattro giorni di studi mantovani del seminario organizzato dal Centro internazionale di studi di architettura «Andrea Palladio» di Vicenza e dal Comune di Mantova. I trentacinque iscritti al convegno ( tutti collaudati autori di saggi sulla storia dell'arte e rappresentanti delle più famose università europee e degli Stati Uniti) hanno potuto prendere atto del valore e del significato di quei capolavori visti e studiati soltanto sui libri. I quattro giorni del convegno hanno segnato sul calendario di palazzo Te e su un ideale annuario della vita della nostra città, un avvenimento di dimensioni storiche. Infatti Giulio Romano si identifica in Mantova, capitale dell'arte, e Mantova si è di nuovo ritrovata sotto gli occhi di una platea di studiosi d'ogni continente. Il significato del seminario, del resto, potrà essere sperimentato nella sua concretezza nel futuro più prossimo, quando una serie di iniziative proposte, discusse ed accettate con entusiasmo sotto la loggia di Davide saranno realizzate. Il sindaco on. Usvardi, accompagnato dagli assessori Cordicella ( coordinatore della parte mantovana del seminario) e Bonaffini e dal presidente dell'Ente provinciale per il turismo Genovesi, nel salutare i convegnisti ha lanciato due proposte che i docenti hanno subito raccolto. Hanno detto il loro «sì» personalità come Burns, Chastel, Fairbairn, Forster, Frommel, Gombrich. Si lavorerà a lungo per creare a Mantova un Centro mondiale di studi sul Manierismo e Giulio Romano. Secondo i progetti, l'apertura del centro sarà anticipata da una grande mostra sull'architetto di palazzo Te, con l'esposizione di disegni, studi e dipinti di Giulio Romano e della sua scuola. Gli stessi docenti hanno unitamente dichiarato che, oltre a rendersi garanti di queste iniziative, opereranno sullo stesso ministero per i Beni culturali e ambientali per un congruo e definitivo intervento di recupero, restauro e consolidamento della villa gonzaghesca. Palazzo Te ha conosciuto le lusinghe concrete di prossimi importanti traguardi. Ormai i rapporti fra il Centro vicentino e i responsabili della villa giuliesca si sono consolidati e daranno buoni frutti, tanto che gli interlocutori eccellenti di parte mantovana sono Amedeo Belluzzi, Adolfo Poltronieri e Paolo Carpeggiani, tecnici e studiosi che hanno avuto un posto rilevante nello svolgimento del congresso.
STEFANO SCANSANI
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