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La via Carolingia

La via Carolingia
Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2019


Il percorso carolingio nel territorio mantovano è stato individuato in un fascio di tracciati che lo solcano da Castiglione delle Stiviere fino a Sermide passando per Solferino, Cavriana, Monzambano, Volta Mantovana, Goito, Soave di Porto Mantovano, Mantova, Virgilio, San Benedetto Po, Borgoforte, Suzzara, per poi entrare in territorio emiliano e rientrare nel mantovano a Sermide con proseguimento a Felonica.


Il percorso:
Da Castiglione delle Stiviere, la città che ha ispirato la nascita della Croce Rossa Internazionale, percorriamo il verde paesaggio delle colline moreniche mantovane. I delicati profili delle colline sono ornati dalle sagome dei cipressi e i vigneti ci accompagnano tra un borgo e l'altro. Attraversiamo Solferino, teatro di una delle più sanguinose battaglie che la storia ricordi, Cavriana, con il Museo Archeologico che raccoglie reperti dal neolitico al periodo longobardo e Volta Mantovana, con il bel giardino di Palazzo Gonzaga. Abbandonato il territorio collinare ci inoltriamo nella fertile pianura e, superata Goito, entriamo nel Parco Regionale del Mincio. Cascinali, canali irrigui e sconfinati orizzonti accompagnano il nostro viaggio sino alle porte di Mantova, il cui profilo ci appare oltre i laghi che la circondano.

La città dei Gonzaga, nota in per i suoi fastosi monumenti Rinascimentali, ha origini molto antiche: questa zona, un tempo paludosa, fu abitata gìà da etruschi, galli e romani. Testimonianze e reperti, dall'epoca preistorica fino a quella Longobarda, sono visibili al Museo Archeologico Nazionale. Da Mantova percorriamo l'uniforme paesaggio agricolo della bassa mantovana fino a Borgoforte, dove attraversiamo il fiume Po. L'atmosfera rurale permane ancora tra le cittadine attraversate: Suzzara, ancora lombarda, e Reggiolo, in territorio emiliano. Un lungo rettilineo ci porta a Novellara, città dagli infiniti portici, da qui proseguiamo per Campagnola e percorriamo le campagne, dove vigne e filari di alberi ravvicinano l'orizzonte. Superata Cànolo in breve giungiamo a Correggio (RE).

Leggenda vuole che Correggio, piccola capitale del Rinascimento italiano, sia stata fondata da un condottiero di Carlo Magno nell'VIII secolo. Lasciamo la cittadina con così illustri antenati e attraversiamo il paesaggio, prevalentemente agricolo, superando le pievi di Stiolo e S. Faustino, fino a Rubiera. Superiamo la Riserva Naturale del fiume Secchia e percorriamo tranquille stradine di campagna fino alla periferia di Modena. La "floridissima" colonia romana risorse dallo stato di abbandono, grazie ai privilegi imperiali, a partire dall'VIII secolo, e oggi ci regala la Cattedrale, uno dei massimi capolavori dell'arte romanica in Europa. Lasciata Modena percorriamo la trafficata provinciale Nonantolana, un lungo rettilineo che ci porta all'Abbazia di S. Silvestro a Nonantola.

Partiamo dall'antica Abbazia di Nonantola, consacrata nel 753, ma profondamente alterata nel corso dei secoli, e percorriamo i vasti orizzonti della pianura interrotti solo dai lunghi filari dei frutteti. In queste zone sopravvive l'uso della "partecipanza agraria", una forma di proprietà collettiva dei terreni di origine medievale. Arrivati nei pressi di Bomporto prendiamo una stretta strada che costeggia per un lungo tratto l'argine del Panaro, isolati casali fortificati macchiano di rosso mattone le estese coltivazioni. Attraversiamo il fiume in località Camposanto e raggiungiamo S. Felice sul Panaro. Percorrendo la "Via Imperiale" costeggiamo l'interessante area umida della Valle delle Partite e, superate S. Martino e Pilastri arriviamo in breve a Sermide.

In questa tappa i percorsi automobilistico e ciclistico possono divergere, poiché è possibile approfittare delle strade arginali (chiuse parzialmente al traffico) per raggiungere Bondeno, con la ciclabile Destra Po-Eurovelo 8 e Ferrara, con la ciclabile del canale Burana. Il percorso descritto di seguito è quello in comune con le autovetture. Da Sermide percorriamo la provinciale che corre ai piedi dell'argine del Po. Superiamo Stellata, che deve il suo nome alla Rocca Possente, e arriviamo a Bondeno. Lasciamo la cittadina, intimamente legata al Po fin dalle sue origini protostoriche, e percorriamo la rete di strade di campagna che corre parallela al canale Bondesano. Superiamo i piccoli centri di Ponte Rodoni, Vigarano Pieve e Porotto fino alle porte di Ferrara.


 



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